Palazzo Reale

Edificato dopo il 1580 per volontà del granduca Francesco I de’ Medici, su progetto dell’architetto fiorentino Bernardo Buontalenti, il palazzo si affaccia sull’Arno, in una delle parti più prestigiose della Città di Pisa, dove già nel X secolo si trovava la residenza cittadina dei marchesi di Tuscia. Nella nuova costruzione furono inglobati alcuni edifici preesistenti, tra cui la torre detta “della Vergadoro“, appartenuta all’importante famiglia dei Gaetani ed altre case-torri di proprietà delle consorterie dei Dodi e dei Gusmari e la torre detta “del Cantone“, ancora visibile in buona parte della sua struttura originale tra via S. Nicola e via S. Maria. Altri edifici, botteghe e persino una chiesa furono invece distrutti, per lasciare posto al nuovo complesso architettonico e alla adiacente piazza Carrara.

Tra il XVIII ed il XIX secolo il palazzo continuò a svolgere la funzione di residenza abituale dei Granduchi di Toscana. In particolare ospitò spesso Pietro Leopoldo I. Con l’unità d’Italia anche i Savoia vi dimorarono più di una volta. Le visite dei Reali hanno fatto assumere al complesso architettonico la denominazione attuale.

L’edificio, oggi sede della Soprintendenza per i Beni A.P.P.S.A.E. di Pisa e Livorno, ospita le raccolte del Museo Nazionale di Palazzo Reale, istituto fondato nel 1989. Alla raccolta degli antichi armamenti del Gioco del Ponte si affiancano numerosi ritratti medicei e lorenesi, alcuni realizzati da grandi artisti quali Bronzino e Tempesti. Vi sono inoltre esposti arazzi di pregevole fattura e arredi di grande raffinatezza appartenuti ai Medici, ai Lorena e ai Savoia. Importanti raccolte, frutto di doni ed acquisizioni, accrescono il museo per sezioni specifiche come il lascito Ceci, che consente al visitatore di ammirare un gruppo di quadri fiamminghi e italiani (XVI-XVIII secolo), di mobili antichi e di preziose ceramiche di produzione italiana ed inglese. Vi trovano sede anche una ricca gipsoteca e i dipinti di Italo Griselli, tra i maggiori scultori-ritrattisti italiani della prima metà del Novecento.

Pubblicato da marco monaco

Consulente aziendale per l'organizzazione ed il marketing, Medaglia d'oro Avis - donatore di sangue. La passione per l'osservare, lo scrivere ed il bello gli ha fatto realizzare anche: "Pisa, l'altra faccia della città" racconto fotografico di una città ferita (2009); "Oltretutto", saggio romanzo sui vizi e le virtù della società moderna e post moderna (2013); "Se avessi avuto un'altra testa, non sarei stato Gerry Cavallo", Biografia autorizzata (2016); "Così è la vita", racconti di una vita normale (2020); "Chiedilo ad Eva", romanzo semi-fantascientifico (prossima pubblicazione).

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