Il masso di Piazza Vittorio Emanuele II

Il masso del monte Grappa (come ci piace chiamarlo noi)

In piazza Vittorio Emanuele, davanti allo storico Bar La borsa, si trova un Grande masso che ai suoi piedi porta una piccola lapide di marmo sulla quale c’è impresso: “MONTE GRAPPA TV SEI LA MIA PATRIA“. Ebbene quel masso ha scandito il trascorrere della nostra vita poiché sempre dinnanzi ai nostri occhi. La leggenda, perché ormai di questo si parla, narra di quel masso come un cimelio a ricordo della Prima Grande Guerra, quella in cui combatté il padre di mia nonna e permise alla nostra amata patria di rimaner tale.

Un cimelio naturale che ha percorso oltre 400 chilometri per poi esser adagiato lì e che da sempre segna il luogo. Un monolite che porta con se un messaggio infinito di lotta e speranza ma che la Città di Pisa sembra essersene dimenticata.

Il Monte Grappa teatro di scontri decisivi nel corso della Prima e Seconda Guerra mondiale. Un luogo fisico che per l’Italia è simbolo di lotta, libertà e pace. Nella prima guerra mondiale, quella datata 1915-18 ha sancito uno spartiacque indelebile tra il vecchio ed il nuovo ed è stato testimone di scontri epici tra gli italiani e gli austro-ungarici, eventi ricordati a futura memoria dal Sacrario militare di Cima Grappa. Nella seconda guerra è ricordato per gli scontri fratricidi di partigiani e repubblichini.

Il masso del Monte Grappa, un pezzo della nostra storia contemporanea, quella che a scuola non si riesce mai a studiare, nel centro della Città. Una testimonianza dimenticata da moltissimi e che invece dovrebbe esser osannata da tutti…perché la nostra libertà e la nostra pace sono figlie di quei posti e di quelle gesta.

Esortiamo l’amministrazione comunale, tutte le Istituzioni civili e militari o qualche privato mecenate di farsene carico per riportalo agli antichi splendori, con un ulteriore auspicio, inserire il “masso” nel protocollo ufficiale della commemorazione della festa nazionale del 2 giugno. Un regalo bellissimo alla cittadinanza potrebbe essere una commemorazione che culmina con l’arrivo di paracadutisti della folgore con il tricolore e un mazzo di fiori (dopo la riqualificazione, la piazza si potrebbe prestare benissimo all’esibizione, cimentando ancora una volta il legame della città con le Istituzioni militari).

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Pubblicato da marco monaco

Consulente aziendale per l'organizzazione ed il marketing, Medaglia d'oro Avis - donatore di sangue. Presidente di Promosferae Ass.ne Promozione Sociale, organizzazione no profit che si occupa di sociale, formazione, ambiente. Scrittore e fotografo per diletto

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