Pisa e la seconda guerra mondiale

31 agosto 1943 – Foto aerea

«Nel corso della Guerra di Liberazione nazionale, né i violenti bombardamenti, né le continue devastazioni, riuscirono a piegare l’animosità ed il coraggio della popolazione di Pisa, che, nell’ardore patriottico, seppe trovare la forza per opporsi con fiera dignità ed enormi sacrifici – alla tracotanza dell’oppressore, offrendo un continuo e notevole contributo di uomini e mezzi alle formazioni partigiane. Pisa, settembre 1943 – settembre 1944»

Medaglia di Bronzo al Valor militare (clicca per vedere l’atto ufficiale)- Decreto del Presidente della Repubblica 17 marzo 1989, registrato alla Corte dei conti il 23 giugno 1989, registro n. 26 Difesa, foglio n. 50,

tratto dal romanzo “Così è la vita”, Il fatto è realmente accaduto e crediamo sia una testimonianza perfetta per narrare le sorti di una città ed il dramma di una guerra che ha lasciato sul campo, tra militari e civili oltre 70 milioni di persone.

<<La guerra>>

Martino aveva 18 anni, faceva la quinta classe delle scuole medie superiori, ormai intravedeva il traguardo dell’esame di maturità ma il programma di Storia si era fermato alla prima guerra mondiale, ciò stava a significare che la parte contemporanea non sarebbe stata approfondita e lui era desideroso di capire quali eventi avevano costruito la sua società. Per capirne qualcosa di più, in un giorno di primavera del 1987 chiese a sua Nonna, donna nata nel 1913 che a quel tempo era sposata da poco e madre di un’unica bambina:

<<Nonna cos’è la guerra?>>

N.: <<È il peggio del peggio!>>

M.: <<Detto così non capisco, il peggio del peggio?>>

N.: <<…Va bene, proverò ad essere meno ermetica… Un invasato con un elmetto e la divisa mise la sua pistola alla tempia di tua madre ed io lo supplicai affinché la smettesse, avrei fatto qualsiasi cosa pur di far vivere mia figlia, avrei dato tutta me stessa fino alla morte pur di farla vivere, era il 1943 e tua madre aveva solamente 2 anni!>>

M.: <<E cosa facesti per evitare il peggio?>>

N.: <<Mi misi a piangere e pregai, insieme a me erano molti altri ma tutti rimasero impietriti dalla pistola impugnata da quel bischero e dai mitra degli altri due compagni di viaggio…

…La maggioranza si mise silenziosamente a pregare, non c’erano alternative migliori!>>

M.: <<Posso dedurre che Dio vi ascoltò…>>

N.: <<La deduzione è vera, infatti esisti. Tua madre non fu uccisa e tu ne sei la testimonianza. Morì quel soldato che sulla piastrina di riconoscimento portava come data di nascita, il 2 febbraio 1921…

Aveva 22 anni e fu ucciso da un cecchino partigiano che in un secondo ne fece fuori tre, l’intera pattuglia.

Gli altri incominciarono a far festa, si impadronirono di elmetti ed armi ed io, a distanza di oltre 40 anni non sono ancora riuscita a capirne il senso…

Il militare nel delirio di onnipotenza morì, il cecchino nel delirio di onnipotenza uccise, la mia disperazione alla vista della morte non si placò e tutt’ora non si è placata e tua madre che non si accorse di niente e questa storia non la conosce perché non aveva alcun senso che gliela raccontassi.

E tutti i presenti che un momento prima erano in bilico tra la vita e la morte, un istante dopo erano pronti a sparare le pallottole rimaste nelle armi dei tre morti in un delirio di onnipotenza collettivo.

Traduzione di tutto questo delirio? Ora ci sei, ora non ci sei più… E non dipende da te!

Questa è la guerra! Hai capito?>>

Il 31 agosto 1943 la città di Pisa ha subito l’attacco più feroce di tutta la sua storia plurimillenaria, 152 apparecchi statunitensi decollarono dalla Tunisia e, arrivati sopra il cielo della città sganciarono 480 tonnellate di bombe. I pisani si erano abituati agli allarmi che si concludevano con un nulla di fatto, visto che spesso gli aerei si dirigevano da altre parti, così si era perso l’uso di recarsi nei rifugi e si continuava come se nulla fosse. L’allarme aveva già suonato ma niente all’orizzonte. La tragedia arrivò quando molti erano a pranzo. Tra gli aerei impegnati c’erano 48 B 17, i bombardieri pesanti tristemente famosi e noti anche come “fortezze volanti”. Giunti in prossimità della città, il primo nucleo iniziò a sganciare le bombe, gli altri apparecchi che seguivano dovettero bombardare alla cieca tanto era il fumo prodotto dal primo raid.

Il bombardamento durò sette minuti e provocò non meno di 900 morti, il bollettino ufficiale non è mai stato reso noto. I danni di quella follia furono incalcolabili: 2.500 le case abbattute o sinistrate, i lungarni semidistrutti, i ponti crollati, la stazione rasa al suolo, il quartiere di Porta a Mare polverizzato, danneggiate gravemente le chiese di Sant’Antonio, San Paolo a Ripa d’Arno e la Cappelletta di Sant’Agata, distrutto il convento delle Benedettine.

Ma cosa rimane a testimoniare la guerra più violenta e sanguinaria della storia dell’umanità sul territorio pisano?

Poche sono le testimonianze, noi abbiamo provato a censirle e ve ne mostriamo quattro. La prima è un manufatto a difesa della vita umana, la seconda è un manufatto per offendere alla vita umana, la terza è la testimonianza oculare di quel tragico 31 agosto 1943 che a distanza di quasi ottant’anni è sempre in bella vista nel centro città. L’ultima, la quarta, la più piccola ma di un valore inestimabile.

La prima, il bunker a Marina di Pisa

Il “bunker” fu costruito durante la seconda guerra mondiale per la difesa costiera. Nel 2012 per l’inizio dei lavori della costruzione del porto turistico fu spostato dalla sua posizione originaria e collocato nel piazzale dei Pescatori di fronte allo storico obelisco eretto nel 1904 per ricordare lo sbarco di Garibaldi ferito ad Aspromonte. il manufatto è una testimonianza storica dell’ultimo conflitto e per questo sottoposto a un vincolo di tutela, L’imponente struttura in calcestruzzo, è lunga circa quattro metri e alta più di due, La struttura è poco conosciuta perché rimasta nascosta per decenni all’interno dei capannoni della Motofides, fabbrica chiusa nel lontano 1985 ed inaccessibile fino alla sua definitiva dismissione.

Solo chi è vecchio e pisano ne conosce la storia, il valore ed il significato, Noi pretendiamo maggiore solennità e speriamo che qualcuno raccolga il nostro grido di testimonianza,

La seconda, le casematte sui tornanti di San Giuliano Terme

Sui tornanti del Foro per andare da San Giuliano Terme verso Lucca ci sono due “Casematte” a protezione della strada e della galleria. I due manufatti sono ben nascosti, uno per mano dell’uomo e l’altro per mano della natura. Abbiamo provato ad informarci ma negli archivi ufficiali sembra esserci ben poco. Piccole, massicce, resistenti al tempo, quasi invisibili che nell’indifferenza di tutti continuano a controllare e dominare la via. Noi siamo andati a visitarle e le foto ne sono testimonianza oculare, manufatti offensivi a difesa di un passo strategico. Dentro si respira l’odore di polvere da sparo e si percepisce ancora il fragore dei proiettili sparati dalle mitragliatrici pesanti piazzate al loro interno. Un momento da brividi, provare per credere.

La terza, il Palazzo Scotto sul lungarno Galilei di Pisa

Sul Lungarno Galileo Galilei prima del 1943 esisteva questo complesso architettonico il cui nome era “Palazzo Scotto“, il bombardamento aereo lo distrusse nella sua quasi totalità. Con estrema calma è stato ricostruito ma la parte ovest rimane testimonianza oculare del conflitto bellico. Un contenzioso civilistico tra l’amministrazione comunale e la proprietà privata lo ha portato ad oggi. Noi crediamo nella memoria e da queste pagine lanciamo ancora una volta un’idea….divenga il luogo della memoria di quel maledetto 31 agosto 1943. Sia luogo e patrimonio della città, diventi simbolo di pace e libertà.

La quarta, la lapide in località Oratoio (Pisa)

La lapide nella piazza della Chiesa, a tre metri d’altezza sta a ricordare quanto la guerra sia crudele e senza senso, 44 persone tra civili e militari, uomini e donne, che tra il 1940 ed il 1944 persero la vita sotto i colpi della follia umana. 44 foto, 44 nomi, 44 persone del posto che ogni giorno ci guardano e ci ricordano quanto sia importante la VITA e la PACE fra gli uomini.

Un ringraziamento particolare a:

Mario Velucchi che ha trovato concesso la foto storica del Palazzo Scotto, il Popolo pisano per il loro sempre utile e preciso lavoro di ricerca, Simone Tempesti che ci ha donato il libro “Boccadarno” scritto da Antonio Meucci dal quale abbiamo recuperato informazioni preziosissime.

Ciclismo

Parigi Roubaix Entrambi targati Italia. Grazie Ragazzi, ci avete veramente emozionato

…non c’è due senza…

Ai mondiali di ciclismo continua l’anno d’oro dello Sport italiano, Filippo Ganna, Filippo Baroncini e la crono mista a squadre ci regalano il primo posto provvisorio nel medagliere, evento unico, inaspettato e per questo ancor più bello. Il Bronzo nella cronometro relay FORZA ITALIA e non è campagna elettorale Un sincero ringraziamento a:

L’Italia che vince

Ieri, domenica 19 settembre abbiamo gioito un po’, Gli atleti italiani hanno vinto ovunque e l’Europa si è tinta nuovamente di Azzurro, a Katowice (Polonia) a Copenaghen (Danimarca), a Bruges (Belgio), a Misano adriatico (Italia-San Marino), a Portrose (Slovenia), a Valenzia (Spagna), e forse anche in qualche altra parte a me sconosciuta. Mi raccomando nonContinua a leggere “L’Italia che vince”

Pubblicato da marco monaco

Consulente aziendale per l'organizzazione ed il marketing, Medaglia d'oro Avis - donatore di sangue. La passione per l'osservare, lo scrivere ed il bello gli ha fatto realizzare anche: "Pisa, l'altra faccia della città" racconto fotografico di una città ferita (2009); "Oltretutto", saggio romanzo sui vizi e le virtù della società moderna e post moderna (2013); "Se avessi avuto un'altra testa, non sarei stato Gerry Cavallo", Biografia autorizzata (2016); "Così è la vita", racconti di una vita normale (2020); "Chiedilo ad Eva", romanzo semi-fantascientifico (prossima pubblicazione).

2 pensieri riguardo “Pisa e la seconda guerra mondiale

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