Storia della Bellezza

Nella libreria di un’amica ho trovato la <<Storia della bellezza>>, incuriosita l’ho preso e incominciato a sfogliare, un libro uscito per la prima volta nel 2002 edito da Bompiani, a cura di Umberto Eco. Lo scorso febbraio è ricorso il quinto anniversario della sua morte e siccome c’è sempre un perché in ogni azione della nostra vita ho deciso di perseverare.

Aspettando che Caterina D. finisse di preparare il Tè, ho incominciato a leggere l’introduzione. In sole quattro pagine si definisce l’opera ed il suo campo d’azione che non è altro il concetto di bellezza scaturito nei secoli, il concetto di bellezza occidentale descritto da artisti e poeti, senza mancar di rispetto al resto del mondo che il bello lo ha costruito ma senza saperlo raccontare. E pensando agli articoli del blog in cui si ricordavano Fibonacci prima e Leopardi poi (clicca sui nomi per leggerli o rileggerli), questo libro arriva nelle mie mani e ai miei occhi con perfetta puntualità, giusto appunto per trovare una nuova ispirazione e provare a condividerne il risultato.

E come sostiene il curatore, il libro è la “Storia della bellezza” e non la Storia dell’arte e potrà essere accusato di relativismo ovvero il bello è figlio delle culture e del tempo, ebbene questo è proprio lo scopo che si è prefissato Umberto Eco e per questo me ne sono appassionata. Viva il relativismo.

Questo è un libro che tutti dovrebbero possedere poiché è un inno alla vita, a tutto ciò che è intorno a noi e chiede di essere guardato, ammirato, imitato. L’opera si compone di 17 capitoli come a voler significare che la scaramanzia appartiene ai brutti ma io non sono scaramantica e tanto meno brutta.

“Bellezza è Verità, Verità è Bellezza, che è tutto quanto sappiamo e dobbiamo sapere, sulla terra”

Victor Hugo

Le oltre 400 pagine sprigionano una forza incredibile, ed ogni volta che ne leggi ed osservi una quella ti trasporta magicamente alla seguente. Un’opera così ricca che non riesci a smettere di consultare fino a quando non arrivi alla fine e d’incanto rincominci per annotare ciò cha al primo passaggio non hai scorto, e vi assicuro che di immagini e pensieri da riscoprire è colma, nel perfetto stile del suo curatore. Dei 17 capitoli, il mio preferito è risultato essere il X dal titolo “La ragione e la bellezza”.

Il capitolo inizia così: <<Di solito ci si rappresenta il Settecento come un secolo razionale, coerente, un po’ freddo e distaccato, ma quest’immagine, legata al modo in cui il gusto contemporaneo percepisce la pittura e la musica dell’epoca, è decisamente fuorviante. Stanley Kubrick in “Barry Lindon” ha mostrato come, dietro la patina algida del secolo dei Lumi, si agitassero passioni violente, sentimenti stravolgenti, uomini e donne raffinate e crudeli. La violenza inaudita del duello tra padre e figlio è racchiusa dal regista in un pagliaio che ha la struttura architettonica di un edificio classico palladiano: ecco come verosimilmente, dovremmo cercare di pensare e rappresentarci il settecento, il secolo di Rousseau, di Kant e De Sade, della doucer de vivre e della ghigliottina, di Leporello e Don Giovanni, dell’esuberante bellezza tardo-barocca e rococò e del neoclassicismo.>>

L’altalena, 1770 di JH Fragonard

Cosa mi ha lasciato questa lettura? Un senso di sgomento e contemporaneamente la certezza che la storia inesorabilmente si ripete. Noi stiamo vivendo gli stessi sentimenti e le stesse passioni che vissero in quel periodo, la dolcezza del vivere e la crudeltà della ghigliottina. Mai come oggi il lato luminoso nel genio di Kant e il lato oscuro del Marchese De Sade sono così attuali. In quel periodo si afferma il bello in movimento, si sperimenta e molti si svincolano da principi che regnavano secolari.

In quegli anni si affermano i salotti femminili e il ruolo delle donne e gli artisti dipendono sempre meno dai mecenati e sovvenzionatori. Molti acquistano indipendenza economica e l’arte si diffonde come libero pensiero, i libri diventano per tutti o quasi e preparano il terreno alla Rivoluzione.

Il concetto di bello si fa soggettivo ribaltando tutti i canoni. Il bello è ciò che piace in maniera disinteressata senza essere originato da o riconducibile a un concetto. Il mondo fa spazio al piacere e al dispiacere, al sentire. E’ sdoganata la pianificazione razionale del male…

Le tre Grazie di Canova

Se avessi descritto la società contemporanea non sarebbe risultata tale?

Questo non significa che ci sarà la rivoluzione, significa che la rivoluzione è già in atto e noi, immersi nel nostro ego, non ce ne siamo ancora accorti perchè “la bellezza dei media assopisce” le nostre coscienze. (il 17° capitolo appunto).

…E scusatemi se sono stata prolissa, non è il mio stile ma l’argomento meritava ampiamente qualche rigo in più!

Per i curiosi, oggi vi scrivo dall’Italia e più precisamente dalla residenza della nipote un illustre letterato…uno che sulla lingua italiana ci ha messo il cognome…:-)

TOKIO 2020

IL MEDAGLIERE ITALIANO Sabato 24 Luglio Vito dell’Aquila – Taekwondo Sabato 24 luglio Luigi Samele – Scherma sciabola ind. Un sincero ringraziamento a tutti Voi, atleti e federazioni

La Chiesa di San Silvestro, ultimo atto

Ultimo e conclusivo atto di dettagliedintorni alla chiesa di San Silvestro (e San Domenico). Il famoso soffitto ligneo seicentesco con le tele di Aurelio Lomi che raffigurano la Resurrezione, i Quattro Evangelisti, S. Caterina davanti al tiranno, Papa Silvestro che incorona l’imperatore Costantino, i SS. Domenico, Pietro e Paolo, l’Adorazione dei Magi. Un sincero ringraziamentoContinua a leggere “La Chiesa di San Silvestro, ultimo atto”

Pubblicato da anna sismondi

Giramondo con base a Pisa, perché nata e cresciuta lì. Amo il bello, la storia, i gatti ed il mare. Lettrice appassionata, mi diletto a rivivere la vita di chi mi appassiona per scovarne le luci ma anche le ombre. Osservo i dettagli, li fotografo e catalogo e per questo ho accettato l'invito di Marco. Buona lettura e buon dettaglio nel dintorno.

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