San Rossore ed il Cavallo Invincibile

estratto dal Libro “Oltretutto, Perdersi Perseverare Rinascere” anno 2012.

Ambientato nel futuro prossimo, anno 2035

…“Raccontami un po’ di questo posto!”

<<Volentieri! L’idea risale alla famiglia dei Medici che già nel ‘500 organizzò il territorio in tenuta, con lo sfruttamento dei boschi e dei pascoli. Nei primi del ‘600 San Rossore era popolata da bovini e cavalli bradi, poi furono introdotti i dromedari che si dimostrarono adatti al clima e furono utilizzati a lungo per il trasporto di carichi su terreno sabbioso. Nel ’700 la tenuta raggiunse la sua massima estensione sotto la sovrintendenza di Pietro Leopoldo. Egli la sottopose ad un’intensa riorganizzazione basata su interventi di disboscamento e di riassetto idraulico, tramite l’esecuzione di colmate per aumentare le pasture. Con l’apertura di una serie di percorsi e la costruzione di nuovi edifici si iniziò a delineare quell’impianto sulla base del quale, Leopoldo II e i Savoia organizzarono la tenuta così come oggi appare. L’ambiente era caratterizzato da depressioni umide che si susseguivano all’interno dei boschi con andamento parallelo al mare favorendo la presenza di un’abbondante selvaggina. L’accesso principale alla tenuta era ed è sempre rappresentato dal viale delle Cascine, per il quale si giunge alle Cascine Vecchie attraversando il ponte alle Trombe. Un accesso secondario era costituito dalla via di Barbaricina che conduceva direttamente alla zona delle Cascine Nuove, oggi è sistematicamente chiuso e videosorvegliato per combattere il bracconaggio!>>

“Ma tu fai da guida in questi posti?”

<<No, vale sempre la regola descritta per Città del Vaticano, ma andiamo avanti! Caduta la Toscana sotto il domino francese la tenuta subì ingenti danni e molti degli animali, ad eccezione dei dromedari, furono utilizzati come fonte di sostentamento per alimentare la truppa o affidati ai soldati come cavalcature oppure sfruttati come bestie da soma. Tornati i Lorena al governo della Toscana si ristrutturarono le Cascine Vecchie e venne costruita la villa reale del Gombo. La tenuta acquisì definitivamente un aspetto di rappresentanza e vennero aperti nuovi viali rettilinei che collegavano i centri per le attività economiche: il viale che si snodava fra il ponte alla Sterpaia e la torre Ricciardi; il viale che portava alla Palazzina e Bocca d’Arno partendo da Cascine Nuove, in parte già delineato dai francesi; la via delle Cateratte ed il nuovo tracciato del viale delle Cascine.

Con l’unità d’Italia il possesso della tenuta passò ai Savoia, i quali ristrutturarono la proprietà a loro “immagine” e fecero costruire, nel 1862 lo stabilimento delle scuderie reali della Sterpaia; ai reali si deve inoltre la ricostruzione delle Cascine Nuove ed il rimodernamento del complesso di San Rossore in stile sabaudo. All’epoca delle bonifiche, con un taglio parallelo al viale del Gombo, fu realizzato il fiume Morto Nuovo, il quale sostituì il tratto terminale del vecchio fiume, non più in grado di accogliere gli scarichi dalla pianura retrostante.

Successivamente divenne un centro molto importante di corse al galoppo e di svernamento per cavalli, il suo ospite più illustre è stato Ribot, il cavallo invincibile, detto anche il cavallo del secolo!>>

“Perché invincibile?”

<<È il 27 febbraio 1952 in una piccola fattoria dell’Inghilterra Tenerani e Romanella danno alla luce un puledrino! Il prodotto è confezionato da Federico Tesio, denominato il Mago e proprietario della scuderia Dormello Olgiata, quella che ha come colori di scuderia il berretto rosso, la casacca bianca ed in bella mostra la croce di Sant’Andrea…>>

“Non ci credo!”

<<…E come motto Nomini meo Adscribatur Victoria che poi è quello dei Cavalieri di Santo Stefano, vincitori della Battaglia di Lepanto!>>

“E’ un caso della vita, o c’è di più?”

<<A questo enigma, nè io nè Franz siamo riusciti a dare una soluzione definitiva, abbiamo provato a cercarla e questa è la conclusione delle nostre ricerche. Sai dove sono custoditi i vessilli strappati ai turchi dopo la vittoria?>>

“No, dove sono?”

<<Nella città che ti ospita ovvero Pisa e precisamente all’interno della chiesa dell’Ordine in Piazza dei Cavalieri>>

“Ma dai, mi prendi in giro!”

<<Credici, se vuoi domani ci andiamo. La maggior parte dei pisani non lo sa perché sono una massa di ignoranti e poi a dire il vero, di pisani doc ormai ce ne sono sempre meno!>>

“Se non ci fosse stata quella battaglia saremmo tutti Ottamani ed infedeli!”

<<Non proprio così, avremmo vissuto con una religione diversa, ma andiamo avanti. Il nome di Ribot, gli fu dato poiché nelle intenzioni di Tesio, visti i genitori, il quadrupede doveva essere un buon cavallo da corsa ma niente di più…Federico Tesio era laureato in scienze sociali ed architettura ed amava l’arte, per questo a tutti i suoi cavalli maschi affibbiava nomi epici o di pittori e scultori. Ribot era un pittore francese del XIX secolo, buon pittore ma non certo uno da rimanere nella Storia dell’arte, in altre parole una seconda, terza linea; il caso vuole però che le sue opere più famose siano il ritratto di San Sebastiano Martire ed il Buon Samaritano, due immagini molto sacre al Cristianesimo, icone che simboleggiano la vittoria della fede sulla morte.>>

“E qui casca l’asino!”

<<Decisamente sì, anche se si parla di cavalli! Anche se le intenzioni di Tesio erano altre, nome più azzeccato non poteva essere dato a quell’animale! Ribot è stato il cavallo più grande di tutti ma Federico Tesio non lo amò mai veramente perché era piccolo e sgraziato, figlio di due cavalli anch’essi poco amati ancorché ottimi atleti. Lui che era un maniaco della linea e delle proporzioni del garrese e dei garretti tentò di stroncarlo in tutte le maniere ma non ci riuscì, anzi più l’allenamento era faticoso e più Ribot faceva meglio a conferma che le apparenze ingannano e la cattiveria non paga. In realtà, quel fenomeno è stato la più cocente sconfitta di Tesio e delle sue convinzioni e la rivincita della normalità nei confronti della bellezza, delle proporzioni e della superbia.

È rimasto epico l’allenamento contro Botticelli, vincitore del Derby 1954, cavallo decisamente amato da Tesio ma anche da tutti gli amanti dell’ippica…>>

la corsa clicca per il racconto filmato dal minuto 1′ 30”

“E chi vinse?”

<<Naturalmente Ribot neanche in allenamento fu mai battuto e Botticelli, dopo quel canter impegnativo, non si riprese più, così narra la leggenda. Ribot vinse 16 corse su altrettante disputate, percorse tutte le distanze dai mille metri della prima corsa ai 2400 delle classiche sino ai 3000. Oltre al Premio Pisa e Jockey club, Ribot ha vinto per due volte consecutive l’Arc de Triomphe a Longchamp ed una volta il King George VI and Queen Elisabeth Stake ad Ascot. Vinse le sue corse sempre disperdendo gli avversari per la pista, al traguardo era sempre solo ed Enrico Camici, il suo fantino, sempre in piedi ad esultare! In verità, ci fu un cavallo che arrivò molto vicino a Ribot, il suo nome se non ricordo male era Gail. In tutto diede 99 lunghezze ed una testa agli avversari. La sua prima vittoria avvenne a S. Siro il 4 luglio 1954 e la sua ultima il 7 ottobre 1956 a Parigi dove bissò la vittoria dell’anno precedente.

Ribot al primo Arc Clicca per vedere la corsa
Ribot ad Ascot nel 1956 Clicca per vedere la corsa
Ribot al secondo Arc Clicca per vedere la corsa

Quel giorno fu l’inizio della sua nuova vita… Ribot sarà stato bruttino ma negli anni del dopoguerra fu il riscatto di un intero popolo nei confronti degli inglesi e francesi, una rivincita che fece rialzare la testa degli italiani ancora segnati dalla guerra e dalla sconfitta. Per certi versi, quel cavallo fu il precursore del boom economico e della spensieratezza degli anni sessanta. Voglio dirla tutta, Ribot fu anche un grandissimo amatore e riproduttore, da stallone girò il mondo e nel 1972 si spense lontano dalla sua San Rossore!>>

“Dove morì?”

<<In America, la stampa specializzata scrisse che era impazzito ed un viaggio di ritorno verso l’Italia poteva provocarne la morte! Io non ho mai creduto a quella versione a conferma che gli yankee quando vogliono qualcosa o qualcuno ne inventano una più del diavolo pur di ottenere il risultato…si professano tanto credenti ma sono i primi a tradire la parola di Dio!>>

“Ma come fai ad essere così informata?”

<<Ho semplicemente letto la biografia, uno dei tanti libri che mi hanno lasciato in eredità…Uno dei tanti libri che hanno disegnato il mio percorso…>>

“E’ incredibile quanto hai narrato!”

<<No, è tutto vero! Per questo sembra incredibile! Ma andiamo avanti, con l’avvento della Repubblica divenne tenuta presidenziale e solo negli anni Novanta è passata sotto la Regione; adesso è quel che vedi ovvero un polmone verde ad accesso limitato, l’ippodromo non esiste più perché ormai l’ippica è divenuta totalmente virtuale. Se per i cavalli è stato l’inizio di una nuova vita, libera da sforzi e doping, per noi è stato un vero trauma. Come era bello quando insieme a Mamma e Babbo andavamo al tondino e sceglievamo il cavallo su cui puntare dieci euro!

I cavalli ed i fantini, un connubio idilliaco, la massima espressione della potenza animale guidata dalla ragione!>>

Dalla descrizione che hai fatto traspare l’amore e tanta nostalgia”

<<Quelli erano giorni felici, non c’era all’orizzonte alcuna nube e mai avrei pensato quel che poi è avvenuto. Dimmi Tu, come si fa a non essere innamorati e nostalgici? Un giorno ti porterò sino al mare sopra ad un cavallo, allora sì che vedrai la forza amorevole e dirompente della natura e degli animali! Tu hai l’isola ed io ho questo, non è mio ma è come se lo fosse, non ho le chiavi ma conosco le persone che le hanno!>>

“Se dici così vuol dire che sono nostre alleate!”

<<Esattamente!>>

Questo paesaggio all’imbrunire è semplicemente fantastico, gli alberi sul Viale disegnano ombre lunghe lunghe…

<<No, non accednderla. Ti do un’altra notizia molto più utile di quelle che trramsettono alla radio, al di là del fiume esiste una delle basiliche più importanti del medioevo italiano, la Basilica di San Piero a Grado, sai perchè fu eretta?>>

“No.”

<<Sei veramente un ignorante e non ti sentire offeso, è solo la verità. Secondo la tradizione fu edificata nel luogo in cui San Pietro approdò nel 43 d.c. e lì officiò la prima Messa Cristiana.>>

Sono veramente un ignorante… Incomincio a comprendere le stranezze di questa città ed il perché è sempre al centro di interessi.

Nota: il quadro di copertina è intitolato “Cavalli al Pascolo” , l’ autore è Mario Tamburini (1914-1989) Esposto presso Galleria “UomoArte”, Pisa

Gli ultimi articoli:

STAR WARS

Chi è più pazzo, il pazzo o il pazzo che lo segue! (Obi-Wan Kenobi) Sabato 14 e domenica 15 maggio, Logge di Banchi nel cuore della Città di Pisa, la kermesse dedicata alla saga. Un momento per tutta la famiglia, in ricordo della nostra giovinezza ma anche quella dei nostri figli. Perché il lato OscuroContinua a leggere “STAR WARS”

La principessa…

…Swipe up, si riposa dopo aver stracciato le rivali nel Premio Regina Elena con uno scatto e tempo da paura 1 minuto 35 secondi 40 centesimi. Holy Roman Emperor il padre, Salmon Rose la madre possono andar fieri della loro figlia. P.s.: scusatemi per le immagini non perfette Ed adesso vi svelo un segreto, SeeContinua a leggere “La principessa…”

Pubblicato da anna sismondi

Giramondo con base a Pisa, perché nata e cresciuta lì. Amo il bello, la storia, i gatti ed il mare. Lettrice appassionata, mi diletto a rivivere la vita di chi mi appassiona per scovarne le luci ma anche le ombre. Osservo i dettagli, li fotografo e catalogo e per questo ho accettato l'invito di Marco. Buona lettura e buon dettaglio nel dintorno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: